Cambio di rotta
Come raccontato nel libro Shopping Malls and Public Space in Modern China di Nicholas Jewell, in Cina il modello di sviluppo di un sistema commerciale perfettamente integrato all’interno della 29 crea una forte continuità dello spazio pubblico e aumenta il tessuto connettivo della città. Questo fa dell’Oriente un orizzonte a cui guardare con interesse e da cui lasciarsi ispirare.
Ciò che più mi colpisce della lettura di Nicholas Jewell è il netto cambio di rotta proposto nella percezione della tipologia del centro commerciale.
In primis, l’autore parte da un presupposto fondamentale: il disegno dello spazio non è mai neutro, ma pregno di un valore simbolico che costruisce identità. In ogni luogo, come anche nello shopping mall, le persone si incontrano, incrociano sguardi, creano ricordi, condividono storie, attimi.
Questo punto di vista è dirompente, perché supera la visione occidentale del formato Retail come relegato al mero tempo del consumo, lontano dalla vita vera delle persone, e ne valorizza la capacità di creare significati.
In secondo luogo, l’analisi di Jewell mi affascina perché riporta la figura dell’architetto al centro del disegno: a prescindere dallo spazio creato, l’attenzione è sul disegno in quanto tale, sulla cura del prodotto dal punto di vista architettonico.
La riflessione che Nicholas Jewell fa è estremamente obiettiva e, di conseguenza, non può prescindere dall’individuare anche i lati più torbidi e oscuri propri di un Paese enorme e complesso come la Cina. Ma è nel suo cambiare la prospettiva da cui guardare al centro commerciale che intravedo quella forza impetuosa, quel potenziale necessario a dare nuovo ossigeno al formato e a farlo evolvere.


